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Prelato
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Un mwawprelato (o mwbapresule) è un membro del mwbqclero mwbgcattolico che regge una mwbwprelatura territoriale o una mwcaprelatura personale, e che, solitamente, ha ricevuto l'mwcqordinazione episcopale; inoltre, viene definito prelato colui che, sia esso mwcgpresbitero o mwcwvescovo, è stato insignito di tale titolo da parte della mwdaSanta Sede.cite-ref-0-1-0[1]

Contents

Note

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Descrizione

La parola deriva dal mwfalatino mwfqpraelatus, participio passato del verbo mwfgpraeferre, che significa mwfwpreferire, e indica, in senso generale, una persona preminente su altre in un dato consesso.cite-ref-0-1-1[1] I prelati si distinguono in superiori e minori: i primi sono solitamente mwhachierici che sono stati mwhqconsacrati vescovi o che sono stati creati mwhgcardinali, mentre i secondi, generalmente presbiteri, sono coloro che per speciale concessione della mwhwSanta Sede godono di un incarico o titolo preminenti rispetto al resto del clero; i prelati inferiori sono i mwiacappellani di Sua Santità, i mwiqprelati d'onore e i mwigprotonotari apostolici. Prima della riforma della mwiwCorte pontificia, mediante il mwjamotu proprio mwjqmwjgPontificalis Domus emanato da mwjwpapa Paolo VI il 28 marzo mwka1968, i prelati si distinguevano in prelati di mantellone e di mantelletta.cite-ref-2[2]

Prelato di mantellone

Venivano chiamati mwlwprelati di mantellone gli ecclesiastici della mwmaCorte pontificia che detenevano il titolo di mwmqCappellano segreto, mwmgCappellano segreto d'onore, mwmwCameriere segreto partecipante, mwnaCameriere segreto soprannumerario o mwnqCameriere d'onore in abito paonazzocite-ref-moroni-3-0[3]. Il loro titolo era temporaneo e cessava con la morte del pontefice che li aveva eletti. Si fregiavano del titolo di mwogmonsignore.

Il nome di prelato di mantellone era dovuto alla sopravveste caratteristica di questi prelati, di colore paonazzo, lunga fino ai piedi e da indossarsi sopra la talare o sottana paonazzacite-ref-4[4]. La fascia era sempre paonazza, solo di un tono diverso rispetto all'abito, e terminava con un fiocco. Indossavano altresì le fibbie alle scarpe ed il collare violaceo. Nei solenni cortei papali e nelle sacre funzioni, i prelati di mantellone potevano indossare la cappa rossa in seta d'estate e in ermellino d'invernocite-ref-5[5]. Non usavano il mwrarocchetto, ma solo la mwrqcotta, salvo particolari concessioni come per il capitolo dei mwrgSanti Celso e Giuliano, i cui canonici avevano dapprima il titolo di mwrwCappellani segreti d'onorecite-ref-6[6] e, dal 1939, quello di mwtaCamerieri segreti soprannumeraricite-ref-7[7]. Ai canonici dei Santi Celso e Giuliano, mwuqpapa Benedetto XV aveva concesso l'uso del mwugrocchetto, nelle sacre funzioni ed in corocite-ref-8[8].

Vi erano quattro cariche prelatizie che potevano essere occupate da uomini coniugati ed indossare un mantellone: l'Avvocato fiscale, il Procuratore generale, l'Avvocato de' poveri, e il Commissario della cameracite-ref-moroni-3-1[3]. Costoro avevano funzione di prelati, ma potevano convivere con la moglie e vestire l'abito ecclesiastico con un mantello mezzano che giungeva fino ai polpacci e che si chiamava anch'esso mantellone, senza cotta né rocchettocite-ref-9[9].

Nel 1969 la Santa Sede abolì l'uso del mantellone.cite-ref-segreteria-10-0[10]

Prelato di mantelletta

I prelati di mantelletta erano di rango superiore rispetto ai prelati di mantellone e si fregiavano sempre dell'appellativo di mwzwmonsignorecite-ref-11[11]. Il loro titolo era a vita e non cessava con la morte del pontefice. Appartenevano a questo rango della Corte pontificia i mwbaprelati domestici e i mwbqprotonotari apostolici.

Indossavano collare, abito talare con coda, ma da mantenere sempre legata, e fascia con fiocco paonazzo, mwbwmantelletta paonazza aperta davanti con fodere rubino, calze paonazze e fibbie alle scarpe. Ai prelati domestici era riservato un fiocco paonazzo sulla berretta, mentre per i protonotari apostolici era di color rubino. Nelle funzioni ed in coro i prelati di mantelletta, sopra la loro sottana di seta violacea, portavano il rocchetto, e sopra il rocchetto la mantelletta, cui erano praticati due fori per le braccia. Si dice mwcamantelletta, giacché più corta rispetto al mantellone dei prelati di grado inferiore.

Anche i mwcgvescovi e i mwcwcardinali indossavano la mantelletta. I vescovi titolari indossavano solo la mantelletta senza mwdamozzetta, mentre i vescovi residenziali vestivano anche la mozzetta quale segno di giurisdizione sul proprio territorio, pertanto non la portavano in presenza del mwdqpapa. I cardinali vestivano la talare con rocchetto, mozzetta e mantelletta a mwdgRoma, per rispetto al mwdwSanto Padre; nelle loro sedi titolari o, comunque, fuori Roma, invece, portavano la mozzetta immediatamente sopra il rocchetto e la talare, quindi senza mantellettacite-ref-12[12]. Vescovi e cardinali mantenevano la coda della talare sciolta nelle sacre funzioni, in coro e nei solenni corteicite-ref-13[13], mentre gli altri prelati di mantelletta la dovevano sempre mantenere legata mediante un apposito bottonecite-ref-piox-14-0[14].

Nel 1969 la Santa Sede abolì l'uso della coda e della mantelletta; quest'ultima però rimase concessa ai prelati superiori dei dicasteri della mwhqCuria romana non insigniti della dignità episcopale, gli uditori della mwhgRota Romana, il promotore generale di giustizia e il difensore del vincolo del mwhwSupremo tribunale della Segnatura apostolica, i protonotari apostolici mwiade numero, i chierici della mwiqCamera apostolica e i prelati dell'Anticamera papalecite-ref-segreteria-10-1[10].

Araldica dei prelati di mantellone e di mantelletta

La legislazione ecclesiastica in materia mwkaaraldica si è dimostrata piuttosto lacunosa nei secoli, soprattutto per i prelati inferiori, ma in luogo di tale lacuna si consolidò la tradizione araldica, ratificata dall'usocite-ref-15[15]. Per i prelati di mantellone era tollerato, nei loro stemmi prelatizi, il cappello nero con cordoni e nappe paonazzicite-ref-16[16]. Per i mwmqcappellani le nappe erano tre per lato, disposte in ordine 1-2. Per i mwmgCamerieri ecclesiastici le nappe erano sei per lato, disposte in ordine 1-2-3cite-ref-17[17]. Ai prelati di mantelletta di grado inferiore era concesso il mwnwcappello prelatizio con sei nappe per lato, disposte in ordine 1-2-3, il tutto paonazzo o rubinocite-ref-piox-14-1[14].

Per i prelati di mantelletta superiori, ovverosia vescovi, arcivescovi e cardinali le normative sono più chiare. Per i vescovi il cappello prelatizio ha sei nappe per lato il tutto di verde, per gli arcivescovi le nappe sono dieci per lato, sempre il tutto di verde, mentre per i cardinali sono quindici per lato, il tutto di rossocite-ref-18[18]; possono inoltre accollare la croce astile dietro lo mwqqscudo in base al grado dell'mwqgordine al quale appartengonocite-ref-segreteria-10-2[10].

Note

cite-note-0-11. citereftreccani-prelato2mwtwmwuaprelato², in mwuqTreccani.it – mwugVocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. mwuwURL consultato il 3 dicembre 2021.
cite-note-22. mwvwmwwaGaetano Moroni, mwwqmwwgDizionario di erudizione storico-ecclesiastica. Da S. Pietro sino ai giorni nostri, sub verbo mwwwPrelato, vol.mwxa 55, Venezia, 1852.
cite-note-moroni-33. mwygGaetano Moroni, mwywDizionario di erudizione storico-ecclesiastica. Da S. Pietro sino ai giorni nostri, sub verbo mwzaMantellone, vol.mwzq 42, Venezia, 1847.
cite-note-44. mw0qG. Perugini e P. Hélyot, mw0gAlbum ou Collection complète et historique des costumes de la Cour de Rome. Des ordres monastiques, religieux et militaires et des Congrégations séculières des deux sexes. Contenant 80 figures dessinées et coloriées d'après nature par G. Perugini et accompagnées d'un texte explicatif tiré du P. Hélyot, 2ªmw0w ed., Parigi, 1862.
cite-note-55. mw1wJ. A. Nainfa, mw2amw2qCostume of Prelates of the Catholic Church. According to roman etiquette, Baltimore-Maryland, John Murphy Company, 1926, pp.mw2g mw2w27-31 e 71-73.
cite-note-66. mw3wArchivio segreto vaticano, mw4aSegr. Stato, mw4qParte moderna (1816-1822; 1846-1935) anno 1914, rubr. 5, fasc. 1, prot. 503. Venne emesso relativo breve di nomina in data 1º ottobre 1914. La notizia è riportata anche in tutti gli annuari pontifici dal 1915 al 1922 con la formula: "Sono Cappellani Segreti i Canonici della collegiata dei Ss. Celso e Giuliano in Roma per sovrana concessione del Sommo Pontefice Benedetto XV" (mw4gAnnuario Pontificio per l'anno 1915, Roma 1915, p. 496) e dal 1922 al 1939 è sempre segnalato pur con altre formule.
cite-note-77. Il Breve pontificio venne emesso il 20 giugno 1939, cf. Archivio Storico Diocesano di Roma, mw5gArchivi di basiliche: ""Ss. Celso e Giuliano".
cite-note-88. Benedetto XV, Lettera Apostolica mw6gExpedit ut (21 giugno 1918), anche conservata in Archivio Storico Diocesano di Roma, mw6wArchivi di Basiliche: "Ss. Celso e Giuliano".
cite-note-99. mw7wL. De Sanctis, mw8aRoma Papale. Descritta in una serie di lettere con note, Firenze, 1882, pp.mw8q 237-238.
cite-note-segreteria-1010. mw-qmw-gSegreteria di Stato, mw-wInstructio "Circa vestes, titulos et insignia generis Cardinalium, Episcoporum et Praelatorum ordine minorum", in mw-amw-qActa Apostolicae Sedis 61 (1969), 31 marzo 1969, pp.mw-g 334-340.
cite-note-1111. mwaqiGaetano Moroni, mwaqmDizionario di erudizione storico-ecclesiastica. Da S. Pietro sino ai giorni nostri, sub verbo mwaqqMantelletta, vol.mwaqu 42, Venezia, 1847.
cite-note-1212. mwaqkJ. A. Nainfa, mwaqomwaqsCostume of Prelates of the Catholic Church. According to roman etiquette, Baltimore-Maryland, John Murphy Company,, 1926, pp.mwaqw mwaq063-70.
cite-note-1313. mwareGaetano Moroni, mwariDizionario di erudizione storico-ecclesiastica. Da S. Pietro sino ai giorni nostri, sub verbo mwarmMantica Francesco, vol.mwarq 42, Venezia, 1847. Nel dizionario di Moroni non vi è la voce mwaryCoda, ma la voce citata tratta medesimamente il tema piuttosto in dettaglio.
cite-note-piox-1414. mwarwmwar0Pio X, mwar4mwar8Motu proprio "Inter multiplices curas", su mwasavatican.va, 21 febbraio 1905. mwaseURL consultato il 3 dicembre 2021.
cite-note-1515. mwasumwasyAndrea Cordero Lanza di Montezemolo e Antonio Pompili, mwascManuale di araldica ecclesiastica nella Chiesa cattolica, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2016, pp.mwasg 30-32.
cite-note-1616. mwaswF. Pasini Frassoni, mwas0I cappelli prelatizi, in mwas4Rivista del Collegio Araldico, n.mwas8 6, settembre 1908, pp.mwata 523-525.
cite-note-1717. mwatqP. Guelfi Camajani, mwatuDizionario araldico, sub verbo mwatyContrassegni delle dignità, Sala Bolognese, Arnaldo Forni Editore, 1978.
cite-note-1818. mwatoR. Vannucci, mwatsDecreta S. Congr. Caeremonialis habitae die 9 Feb. 1832, in mwatwL'araldica nella Chiesa Cattolica alla luce della legislazione canonica. Origini, usi, legislazione, Sestri Levante, Gammarò Edizioni, 2018, p.mwat0 303.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• citerefdizionario-di-storiaprelato, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) prelate, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.